{"id":539,"date":"2012-01-22T21:06:33","date_gmt":"2012-01-22T20:06:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/?p=539"},"modified":"2024-04-14T15:16:05","modified_gmt":"2024-04-14T14:16:05","slug":"suonare-con-il-metodo-resseguier","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/suonare-con-il-metodo-resseguier\/","title":{"rendered":"Suonare con il Metodo Ress\u00e9guier"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/info\/in-altre-lingue\/jouer-dun-instrument-avec-la-methode-resseguier\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Francese<\/a><\/p>\n<p>Generalmente chi studia musica \u00e8 uno studente motivato che desidera realizzare il suo sogno di diventare musicista e un interprete con tutta la libert\u00e0 d\u2019espressione che l\u2019arte, nell\u2019accezione comune, garantisce da sempre. E\u2019 un individuo che vuole svolgere attivit\u00e0 significanti, trovare risposte soddisfacenti in un apprendimento attivo ed essere protagonista del suo stesso processo formativo. Uno studente che aspira all\u2019autonomia, alla capacit\u00e0 di \u201cimparare a imparare\u201d comprendendo attraverso il proprio fare, le proprie capacit\u00e0 cognitive ed espressive che andranno palesandosi durante lo studio.<br \/>\nMa come fa un insegnante, nella pratica, a garantire tutto questo intenzionalmente?<br \/>\nIl primo passo \u00e8 costituito dalla qualit\u00e0 della relazione, elemento indispensabile per instaurare uno scambio significativo e una comunicazione autentica, una relazione che tra docente e studente dovrebbe essere instaurata da subito e mantenuta per tutta la durata dell\u2019incontro con intensit\u00e0 costante.<\/p>\n<p>In effetti un rapporto che nasce da questi presupposti acquista una valenza di tipo empatico dove entrambi i protagonisti sono coinvolti in un divenire costante che li trasforma continuamente. La relazione empatica determina le condizioni per una forma d\u2019imitazione interiore che non solo consente alla persona di comprendere, ma anche di condividere e partecipare allo stato emotivo dell\u2019altro. La qualit\u00e0 di questo incontro tra studente e docente \u00e8 l\u2019elemento fondamentale dell\u2019insegnamento tanto da influenzare la capacit\u00e0 di creare un buon ambiente di lavoro e di scambio reciproco.<br \/>\nIl secondo passo scaturisce dalla qualit\u00e0 della relazione che predispone alla cura di s\u00e9, intesa come capacit\u00e0 di vivere e abitare il proprio mondo in modo autentico curando il proprio essere se stessi anche nel divenire interiore. L\u2019idea di prendersi cura non \u00e8 solo riferita a se stessi ma anche all\u2019altro, in termini di una ricezione che facilita lo stare in ascolto tanto dentro di s\u00e9 quanto fuori contemporaneamente.<\/p>\n<p>Il terzo passo \u00e8 costituito dall\u2019ascolto, inteso in termini di apertura e accoglienza, che implica un atteggiamento disponibile verso l\u2019altro e una capacit\u00e0 di attendere senza anticipare o pre-giudicare nulla. Si tratta di attivare un\u2019attenzione dentro e fuori di s\u00e9 che permetta la propria crescita non in un isolamento ma in una costante interazione con l\u2019altro.<br \/>\nSembra tutto molto scontato e condivisibile ma nella pratica installare una relazione efficace che attivi una disposizione alla cura di s\u00e9 e una qualit\u00e0 d\u2019ascolto che permetta di liberare la propria forza espressiva \u00e8 molto difficile.<br \/>\nIl MR si struttura proprio su queste basi. Il MR \u00e8 finalizzato all\u2019ottimizzazione dell\u2019attitudine posturale, che il singolo individuo assume durante lo svolgimento delle proprie attivit\u00e0 quotidiane, durante lo studio o la performance musicale e nella relazione con l\u2019altro.<br \/>\nIl Metodo \u00e8 stato creato da Jean Paul Ress\u00e9guier kinesiterapeuta, francese, studioso di osteopatia, Metodo M\u00e9zi\u00e8res, medicina e filosofia cinese che nel 1985 stabilisce le basi della Riabilitazione Integrata che oggi porta il suo nome, e comincia ad insegnarlo in Europa e Sudamerica. Le peculiarit\u00e0 del Metodo sono oggi applicate in ambito riabilitativo, ginecologico\/ostetrico e psico-socio-educativo.<br \/>\nAll\u2019interno di quest\u2019ultimo ambito s\u2019inseriscono le specificit\u00e0 del metodo applicato alla performance musicale.<br \/>\nLa caratteristica principale del MR \u00e8 la relazione che si stabilisce tra docente e studente basata su una continua attenzione che attualizza la relazione stessa. Quest\u2019attitudine dell\u2019insegnante s\u2019impara con un percorso specifico, teorico e pratico, durante i corsi di formazione sul metodo.<\/p>\n<p>In particolare gli strumenti specifici del MR sono:<br \/>\n\u2022 Il sostegno attraverso il quale l\u2019insegnante mantiene lo stato di attenzione sulla situazione del momento;<br \/>\n\u2022 Il contatto verbale che permette un monitoraggio attraverso domande specifiche sulle modulazioni degli stati fisici e delle dinamiche percettive che risvegliano uno stato di consapevolezza sulle diverse parti del corpo;<br \/>\n\u2022 Quando \u00e8 possibile, si aggiunge il contatto con le mani che permette un\u2019intensificazione della relazione e attiva una percezione multisensoriale che coinvolge l\u2019essere nella sua totalit\u00e0;<br \/>\n\u2022 La Petite gymnastique costituita da una serie di esercizi sull\u2019asse dinamico verticale (torace e addome), che favorisce un\u2019ulteriore amplificazione percettiva e una conseguente naturalezza posturale. La Petite gymnastique inoltre rappresenta una pratica che l\u2019individuo impara a utilizzare in autonomia, e pu\u00f2 essere impiegata prima di una performance musicale per ritrovare un proprio riallineamento posturale e psico-fisico generale.<\/p>\n<p>Possiamo dire che nei trattamenti secondo il MR si parte dall\u2019esserci in modo realmente empatico evidenziando cos\u00ec lo stato d\u2019essere del momento e la sensazione generale che si sta vivendo. Consapevolmente si stabilisce un legame poich\u00e9 si attribuisce all\u2019altro un sentirsi corporeo in tutto analogo al proprio in grado di percepire volontariamente una globalit\u00e0 sensoriale che si presenta momento per momento.<br \/>\nDurante lo svolgersi del trattamento, nel quale \u00e8 continuamente curata e attualizzata la relazione di prossimit\u00e0 e sono offerti alcuni stimoli percettivi, si assiste ai naturali cambiamenti posturali e neurovegetativi della persona. Tale trasformazione \u00e8 coscientemente seguita dai protagonisti della relazione che sono al tempo stesso altrettanto partecipi nel seguire il processo intanto che si compie da s\u00e9. L\u2019individuo ritrova la propria abilit\u00e0 integrando coscientemente i cambiamenti necessari con un\u2019efficacia negli aggiustamenti che sorprende per la velocit\u00e0 con cui avviene.<br \/>\nUn aspetto importante da evidenziare riguarda lo svolgimento del trattamento, infatti, l\u2019operatore impiega gli strumenti del metodo non seguendo un protocollo prestabilito ma a partire dalle risposte che il soggetto da nel corso del trattamento stesso cosi da aggiustare il suo fare sulla base di come la situazione stessa si presenta.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 usare il MR nella performance musicale? La ragione principale riguarda la possibilit\u00e0 di installare da subito una qualit\u00e0 di presenza cosciente e quindi riproducibile consapevolmente. Si tratta di interiorizzare uno strumento che permette un aggiustamento dall\u2019interno liberando una funzionalit\u00e0 che si esprime nel momento ed \u00e8 coerentemente integrata nella persona. Dal punto di vista posturale il lavoro permette una stabilizzazione centrale che destruttura l\u2019abituale comportamento muscolare liberando l\u2019articolazione del movimento. Inoltre, affinch\u00e9 la correzione prodotta dalla persona si possa consolidare come nuova acquisizione pi\u00f9 funzionale rispetto a quella abituale, si lavora in una fase d\u2019integrazione che stabilizza ulteriormente la postura.<br \/>\nSe riflettiamo sul momento in cui si suona in pubblico, possiamo rilevare un piano razionale di pensiero che si confronta con uno stato corporeo che al momento si presenta. La tensione durante un concerto, per esempio, modifica lo stato psicofisico dell\u2019organismo aumentando la frequenza del battito cardiaco, della respirazione, della sudorazione, ecc, e in questi casi il musicista si trova a fronteggiare delle emergenze reali. Per ripristinare uno stato psico fisico ottimale, l\u2019interprete far\u00e0 ricorso a strategie diverse pur di ottenere un controllo generale tale da assicurare la capacit\u00e0 di dominare tutte le perturbazioni che lo investono.<br \/>\nSpesso per\u00f2 la volont\u00e0 non basta per permettere una variazione di stato in termini di consapevolezza, possono esserci pi\u00f9 cause ad invalidare l\u2019intenzione pi\u00f9 determinata come se la ragione sfuggisse ai tentativi di razionalizzazione delle energie messe in azione. Attraverso il MR, il tono intrinseco dei tessuti si riaggiusta e porta con s\u00e9 la consapevolezza del momento risvegliando il corpo stesso a tutte le sollecitazioni sensoriali che lo attraversano. Non \u00e8 qualcosa che proviene dall\u2019esterno ma al contrario, una rivitalizzazione tissutale che si attiva dall\u2019interno, cio\u00e8 \u00e8 perfettamente integrata nel soggetto che sperimenta una vitalit\u00e0 fisica e un\u2019attitudine posturale che si manifesta senza bisogno che il pensiero intervenga per mantenerla nel tempo.<br \/>\nSi tratta di rendere cosciente un\u2019attenzione allargata e una presenza a se stessi durante la performance musicale avendo cos\u00ec la possibilit\u00e0 di aggiustarsi per rendere pi\u00f9 efficace un gesto, un movimento, e il mantenimento della postura necessaria. Cos\u00ec facendo si pu\u00f2 suonare in pubblico senza incorrere in sforzi eccessivi, stabilizzandosi durante l\u2019esecuzione e mantenendo un \u201cconfort di base\u201d che si attualizza momento per momento.<br \/>\nLa nostra capacit\u00e0 di ascoltarsi, di sentire da dentro pi\u00f9 che fare o pensare qualcosa come elemento che agisce dall\u2019esterno, rappresenta la possibilit\u00e0 di sentirsi davvero integrati in ci\u00f2 che si suona e che si produce come atto originale e unico del momento.<br \/>\nUn altro aspetto fondamentale del MR applicato alla performance musicale \u00e8 la possibilit\u00e0 di liberare uno stato di presenza e consapevolezza costante dell\u2019interprete che produce un generale miglioramento nel monitorare, in tempo reale, il proprio corpo aggiustando di momento in momento gli eventuali squilibri che si possono presentare.<br \/>\nNella pratica esecutiva si osserva infatti che l\u2019interprete tende a trasferire su un piano gestuale la propria idea sonora. Tali gesti sono anche la causa diretta sia della qualit\u00e0 espressiva sia della qualit\u00e0 sonora nel suo insieme. Quando suonano, gli interpreti utilizzano il loro corpo per interagire costantemente con il loro strumento, operando sempre simultaneamente nella dimensione della produzione e della ricezione.<br \/>\nDopo aver proposto dei brevi trattamenti a vari musicisti, di cui parler\u00f2, pi\u00f9 avanti, si \u00e8 notato che al momento dell\u2019esecuzione la relazione con il proprio strumento \u00e8 stata pi\u00f9 simbiotica, in contatto diretto e pi\u00f9 aderente, la postura ed il tono muscolare hanno subito modifiche, in particolare la posizione \u00e8 risultata pi\u00f9 stabile, comoda, sicura, posata e ben appoggiata.<br \/>\nInoltre si \u00e8 verificato un miglioramento globale della qualit\u00e0 musicale, del suono sia nell\u2019attacco, nel vibrato che nel fraseggio dei brani eseguiti.<br \/>\nAltro dato interessante \u00e8 stato che, alla presenza di qualche imprecisione, l\u2019interprete non sembrava esserne in alcun modo condizionato mantenendo un livello costante di tenuta per tutta la durata dell\u2019interpretazione.<br \/>\nI musicisti hanno sentito di avere pi\u00f9 strumenti di controllo della loro abilit\u00e0 come se ci fosse stato uno sblocco che avesse permesso loro di accedere a modalit\u00e0 fisiche e di pensiero che, al momento, non pensavano di possedere.<\/p>\n<p>In generale si \u00e8 osservato un miglioramento delle capacit\u00e0 strumentali, come se si avesse in potenza una migliore capacit\u00e0 di traduzione di un pensiero (appartenente esclusivamente al musicale) in un gesto (appartenente esclusivamente al piano fisico) che lo rende sonoro e lo attualizza.<\/p>\n<p>ALCUNI ESEMPI CONCRETI<\/p>\n<p>A questo punto vorrei fare degli esempi in grado di fornire elementi pi\u00f9 tangibili sul fare musica con il MR. Ho deciso cos\u00ec di lasciare la parola agli studenti quali reali protagonisti dei corsi sul MR che ho tenuto in Conservatorio.<br \/>\nAl termine delle lezioni di Tecniche corporee funzionali (25 ore) inserito nel piano di studi del Biennio Abilitante per la formazione dei docenti e di Tecniche di rilassamento (30 ore), materia prevista per i vari Trienni, entrambe disegnate sul MR applicato alla performance musicale, ho chiesto di produrre un \u201cdiario personale\u201d degli incontri svolti. In questa memoria scritta si trattava di rendere evidente il proprio percorso autobiografico dell\u2019esperienza vissuta con tutti gli elementi che ciascuno riteneva essenziale descrivere.<br \/>\nNel lavoro svolto durante i corsi, sono stati proposti trattamenti a solisti di vari strumenti ed in formazioni cameristiche.<br \/>\nUn\u2019esperienza a parte \u00e8 stata la pratica d\u2019improvvisazione realizzata con gli studenti sotto la guida del collega Fabrizio Casti, docente di Elementi di composizione che a sua volta ha completato la formazione di \u201cPraticien de la R\u00e9habilitation Int\u00e9gr\u00e9 selon la M\u00e9thode Ress\u00e9guier\u201d. L\u2019obiettivo di questa esperienza, compiuta in due incontri, era la possibilit\u00e0 di verificare gli effetti del MR applicato alla pratica improvvisativa superando l\u2019interpretazione della pagina scritta e agendo in tempo reale nella costruzione di un pensiero sonoro prodotto collettivamente.<br \/>\nInoltre alcuni partecipanti ai corsi, essendo a loro volta docenti di strumento in scuole civiche o altre istituzioni, hanno proposto gli elementi del MR ai loro giovani studenti riportando nei diari alcune testimonianze delle pratiche realizzate.<br \/>\nUn ultimo aspetto riguarda le considerazioni scritte a proposito degli effetti fisici prodotti dai trattamenti nello svolgimento delle attivit\u00e0 quotidiane.<\/p>\n<p>In riferimento alle pratiche svolte in classe, gli studenti hanno riportato nel loro diario alcune osservazioni rilevate durante i diversi trattamenti o durante esperienze sperimentate sia prima della performance che in altre situazioni. In particolare qui sono riportate riflessioni riguardanti le performance solistiche, in formazioni cameristiche, durante l\u2019improvvisazione, nella pratica dell\u2019insegnamento e in fine in situazioni di vita quotidiana.<\/p>\n<p>Questo breve collage che segue \u00e8 costituito da frammenti tratti dai diversi elaborati senza nessun tipo d\u2019intervento da parte mia per salvaguardare l\u2019autenticit\u00e0 dei lavori.<br \/>\nPer ragioni di sintesi e per garantire un minimo spazio a ciascun scritto, riporto solo alcuni stralci di una minima parte dei partecipanti ai corsi, per questo mi scuso con gli studenti non citati che comunque sinceramente ringrazio.<\/p>\n<p>PERFORMANCE SOLISTICHE<br \/>\nMi siedo al pianoforte dopo un trattamento. Tutto diverso. \u2026 Stabilit\u00e0. Le braccia e le gambe sembrano pi\u00f9 lunghe e pi\u00f9 un tutt\u2019uno con il resto del corpo. Comincio a suonare la polacca in Fa Diesis di Chopin e gi\u00e0 dalle prime note sento che \u00e8 tutto diverso.<br \/>\nIl tempo sembra dilatato. Mi sembra di avere un\u2019infinit\u00e0 di pensieri tra una nota e l\u2019altra e soprattutto la possibilit\u00e0 di scegliere i colori da applicare al mio quadro sonoro con tutta calma. Tempo allargato. Ma c\u2019\u00e8 anche altro spazio in questi istanti. Sento il mio corpo come mai l\u2019ho sentito, presente, vigile, cosciente\u2026 Sento la presenza di chi mi ascolta e la mia presenza tra chi mi ascolta Federico, pianista.<\/p>\n<p>\u2026 netta la percezione che ho avuto in termini di miglioramento globale della performance musicale sotto tutti gli aspetti..diversit\u00e0 timbrica; tocco in generale pi\u00f9 tranquillo e fluido; sonorit\u00e0 pi\u00f9 profonda e \u201ccompatta\u201d; sensazione di dilatazione e calma sul tempo che comunque \u00e8 rimasto agogicamente lo stesso; atteggiamento meno nervoso in presenza di errori momentanei, sia riscontrato a livello sonoro che anche nella maggiore distensione del viso ed una gestualit\u00e0 pi\u00f9 disinvolta e pi\u00f9 coerente verso l\u2019intento sonoro ricercato. Emanuela, pianista.<\/p>\n<p>\u2026 sensazione di benessere generale e di controllo sulle proprie abilit\u00e0 e una maggiore sicurezza a livello fisico e individuale \u2026 la respirazione, la coordinazione del movimento e la postura, creano \u201cun\u2019armonizzazione&#8221; totale del corpo durante le performance. Valentina, flautista.<\/p>\n<p>E\u2019 stato come se avessi scoperto di avere l\u2019energia in tasca. Se mi metto al piano, mi centro, raccolgo le energie, sono sul qui e ora &#8230; suono..tutto molto meno faticoso..come se suonassi in uno stato di dissociazione, assorta in me stessa \u2026 il tono dei tessuti aumenta cos\u00ec l\u2019irrorazione sanguigna &#8230; Stella, direttore d\u2019orchestra.<\/p>\n<p>La voce, il suo suono, e la sua relazione imprescindibile con il fiato, sono risultati pi\u00f9 pieni e omogenei, e il suo controllo morbido e semplice. Alessandro, cantante.<\/p>\n<p>Ho iniziato a suonare con un tempo che da subito ho percepito allargato. Ho sbagliato una terzina iniziale che per\u00f2, a differenza del solito, non ha pregiudicato il seguito dell\u2019esecuzione. La performance e l\u2019ottimo risultato mi hanno stupito. Andrea, pianista jazz.<\/p>\n<p>Ho provato piacere fisico nel produrre dei suoni, ma non avevo la percezione del \u201cfuori\u201d e il controllo per fare in modo che l\u2019esterno (gli ascoltatori) ricevesse un\u2019esecuzione impeccabile. Ero solo io con il mio corpo, la mia voce e una dimensione di musica nella quale galleggiavo. Tiziana, cantante.<\/p>\n<p>PERFORMANCE CAMERISTICHE<br \/>\nSono riuscito a rapportarmi con l\u2019altro esecutore in modo pi\u00f9 consapevole sia dal punto di vista dinamico che ritmico, creando una sonorit\u00e0 d\u2019insieme pi\u00f9 omogenea. In alcuni casi siamo riusciti a ottenere attacchi, ritenuti e accelerandi sincronizzati nonostante io tenessi gli occhi chiusi e quindi fossi \u201csemplicemente\u201d in ascolto.<br \/>\n&#8230; la performance ne ha guadagnato, grazie a un ascolto migliore di s\u00e9 e dell\u2019altro non solo dal punto di vista meramente sonoro ma anche in termini di presenza. Valerio, chitarrista.<\/p>\n<p>Il brano \u00e8 stato eseguito sino alla fine con un maggior coinvolgimento emotivo sia da parte mia che da parte della flautista che ha percepito il mio benessere e la mia naturalezza nel suonare, lasciandosi totalmente coinvolgere. Ero concentrata non tanto sul brano in s\u00e9 quanto su ci\u00f2 che io volevo dal quel brano in quel momento. Ovvero un piacere nel suonarlo che era tutto personale e non aveva nulla a che fare con ci\u00f2 che c\u2019era scritto in partitura o con l\u2019esame di musica da camera. Le dita assecondavano questo mio benessere: le braccia leggerissime, sentivo il peso direttamente sui polpastrelli come se questi ultimi fossero diventati un tutt\u2019uno con i tasti.<br \/>\nValentina, pianista.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019esecuzione tutte due abbiamo notato come, nonostante gli occhi chiusi, riuscivamo ad attaccare insieme e a prendere gli stessi respiri.<br \/>\nSabrina, percussionista<\/p>\n<p>IMPROVVISAZIONE<br \/>\nHo provato un gran senso di coinvolgimento e di attenzione, una capacit\u00e0 di ricevere e trasformare tutti gli stimoli che venivano sia dai miei compagni che dall&#8217;ambiente circostante e una gran sensazione di benessere e di presenza.<br \/>\nAndrea, violinista.<\/p>\n<p>Nell\u2019improvvisazione sono stato molto con i suoni, ho percepito le sfumature che l\u2019altro proponeva e tutti abbiamo interagito intrecciandosi in un tutt\u2019uno, il tempo che passava perdeva un po\u2019 di senso, esistevano solo i suoni.<br \/>\nMattia, chitarrista.<\/p>\n<p>Durante l\u2019improvvisazione vi \u00e8 stata da parte mia una particolare concentrazione, il suono che producevano gli strumenti sentivo che mi risuonava dentro, percepivo un senso di libert\u00e0 e una grande emozione.<br \/>\nFrancesca, etnomusicologa.<\/p>\n<p>Ogni performance \u00e8 diversa dall\u2019altra, in quanto composta da differenti elementi. Prendiamo questi diversi elementi allora e facciamoli nostri, come un errore, che pu\u00f2 trasformarsi in un\u2019 inaspettata e sorprendente improvvisazione. Aurora, musicista elettronica.<\/p>\n<p>INSEGNAMENTO<br \/>\nCapita con i ragazzi che da poco si sono approcciati alla chitarra, di vedere posture totalmente innaturali che raggiungono mentre cercano, sovraccaricati di informazioni, di seguire tutte le direttive indicategli riguardo al come si tiene e si suona lo strumento \u2026 la soluzione invece viene trovata da loro stessi e in maniera totalmente naturale dopo una brevissimo trattamento MR, il loro corpo si adatta tanto da lasciarli un po\u2019 stupiti quando poi riaprono gli occhi e vedono che tengono bene lo strumento nella totale comodit\u00e0. Mattia, chitarrista.<\/p>\n<p>Ho utilizzato il MR con alcuni miei allievi durante le lezioni di violino: tutti hanno provato una sensazione di rilassatezza ma allo stesso tempo di stato vigile, l&#8217;esecuzione musicale \u00e8 stata molto piacevole e sostenuta da un\u2019elevata concentrazione nella ricerca dell&#8217;intonazione e del suono. Maria Grazia, violinista.<\/p>\n<p>\u2026 ho avuto modo di applicare il MR durante la pratica di musica d\u2019insieme presso la scuola media dove insegno, in cui dirigevo i ragazzi e mi sono potuta accorgere dei momenti in cui la mia presenza era davvero attiva e catalizzava tutto il gruppo e quanto questo incidesse immediatamente in termini di concentrazione generale e quanto tutto ci\u00f2 sia fondamentale per prestazioni di questo tipo. Emanuela, pianista.<\/p>\n<p>Ogni alunno ha il suo modo di accostarsi allo strumento e, di conseguenza, ha le sue peculiari difficolt\u00e0. Ho integrato il mio metodo di insegnamento con il MR lavorando sul sostegno prima di suonare.<br \/>\nSpesse volte gli alunni iniziano un\u2019esecuzione senza prepararsi, n\u00e9 mentalmente n\u00e9 fisicamente, ma si \u201cbuttano\u201d incerti sulla musica, senza avere una reale consapevolezza di ci\u00f2 che stanno facendo.<br \/>\nHo cercato di aiutarli a mantenere la concentrazione anche durante un\u2019esecuzione, facendogli sentire fisicamente l\u2019importanza di essere sempre presenti nel presente sonoro sia con la mente che con il corpo. Valerio, chitarrista.<\/p>\n<p>VITA QUOTIDIANA<br \/>\nQuando ho riaperto gli occhi, dopo un trattamento, ho avuto un\u2019esplosione di sensazioni, per un attimo mi sono sentita disorientata poi mi sono resa conto che tutto intorno a me aveva una luce nuova e un profumo nuovo. Per non parlare dello stato d\u2019animo! Sentivo un\u2019euforia quasi fuori luogo, un bisogno incontenibile di sorridere senza motivo. Stavo semplicemente BENE e quella sensazione ho avuto il piacere di tenerla per tutto il pomeriggio. Al lavoro i miei alunni, inconsapevoli dell\u2019accaduto, appena mi hanno vista mi hanno detto \u201cProf cosa ti \u00e8 successo? Brilli tutta!!\u201d. A me \u00e8 venuto da sorridere perch\u00e9 era proprio la sensazione pi\u00f9 forte, mi sentivo veramente piena di energia e piena di vigore. Carolina, clarinettista.<\/p>\n<p>\u2026 i primi risultati sono stati i seguenti: malgrado la mia mente rifiutasse questa \u201capparente\u201d immobilit\u00e0, per contro il mio fisico iniziava a risvegliarsi traendone benefici. La mia respirazione subiva modificazioni, da corta superficiale e affannata diventava pi\u00f9 profonda e rilassata, e man mano che il corso procedeva mi accorgevo che nell\u2019arco della giornata aumentava il tempo in cui riuscivo a respirare in modo pi\u00f9 profondo.<br \/>\n\u2026 mi sentivo pi\u00f9 dritta, pi\u00f9 aperta nelle spalle e pi\u00f9 stabile nel mio appoggio a terra: insomma pi\u00f9 in equilibrio. Mi ricordo di questa sensazione perch\u00e9 tornando a casa camminavo pi\u00f9 dritta e senza \u201csbandare\u201d, sensazione fastidiosa che mi capita di avere spesso. Leonarda, pianista.<\/p>\n<p>\u2026 ho compreso l\u2019importanza e la bellezza di comunicare col mio corpo, di \u201csentire\u201d le varie parti del mio corpo ponendovi attenzione, cosa che prima non facevo. Susanna, pianista.<\/p>\n<p>\u2026 ne ho tratto delle sensazioni di risveglio sensoriale, senso di leggerezza corporea accompagnata da un raddrizzamento della colonna vertebrale, facendomi camminare a testa alta e soprattutto, cosa che mi ha alquanto sorpreso, un senso di gioia e di allegria. Fabrizio, chitarrista.<\/p>\n<p>Per me \u00e8 stata un\u2019esperienza preziosa, utile non solo per migliorare la performance musicale, ma da applicare in ogni momento del quotidiano. Mi \u00e8 stato insegnato a risvegliarmi e a esercitarmi per rimanere cosciente e a non perdermi, a sentire il mio corpo nel mondo, ad ascoltarmi e ad ascoltare coscientemente tutto intorno a me. Tiziana, cantante.<\/p>\n<p>Il lavoro di ricerca sul MR applicato alla performance musicale \u00e8 iniziato nel 2007, da allora prosegue oltre che presso il Conservatorio di Musica di Cagliari, anche in altre istituzioni in Svizzera e in Belgio. Dal 2012 sono previsti dei corsi musicali di presentazione e specialistici in Italia e in altre citt\u00e0 europee.<\/p>\n<p>INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE<\/p>\n<p>AAVV, Neurofenomenologia. La scienza della mente e la sfida dell\u2019esperienza cosciente, a cura di M. Cappuccio, Bruno Mondadori, Milano, 2006<br \/>\nAAVV, Il sapere dei sentimenti. Fenomenologia e senso dell\u2019esperienza, a cura di V. Iori, Franco Angeli, Milano, 2009<br \/>\nBoella L., Sentire l\u2019altro. Conoscere e praticare l\u2019empatia, Raffaello Cortina, Milano, 2006<br \/>\nBoella L.,Buttarelli A., Per amore di altro. L\u2019empatia a partire da Edith Stein, Raffaello Cortina, Milano, 2000<br \/>\nClarke E., Processi cognitivi nell\u2019esecuzione musicale, in Enciclopedia della Musica, Il sapere musicale, Einaudi, Torino, 2002<br \/>\nDelalande F., Le condotte musicali, tr. it. Clueb, Bologna, 1993<br \/>\nFreedberg D., Empatia, movimento ed emozione, in Immagini della Mente, Neuroscienze, arte e filosofia, a cura di G. Lucignani e A. Pinotti, Raffaello Cortina,Milano, 2007.<br \/>\nGallese V., Freedberg D., Movimento, emozione, empatia. I fenomeni che si producono a livello corporeo osservando le opere d\u2019arte, \u201cPrometeo\u201d Rivista trimestrale di scienza e storia, Arnoldo Mondadori, Milano, 2008.<br \/>\nGiannelli M.T., Comunicare in modo etico, Raffaello Cortina, Milano, 2006<br \/>\nIavarone M.L., Educare al benessere, Bruno Mondadori, Milano 2008<br \/>\nKabat-Zinn J., Vivere momento per momento, Edizioni Corbaccio, Milano, 2004<br \/>\nMortari L., Aver cura di s\u00e9, Bruno Mondadori, Milano, 2009<br \/>\nMortari L., A scuola di libert\u00e0, Raffaello Cortina, Milano, 2008<br \/>\nMortari L., Ricercare e riflettere. La formazione del docente professionista, Carocci, Roma, 2009<br \/>\nSch\u00f6n D., Akiva-Kabiri L., Vecchi T., Psicologia della musica, Carocci, Roma, 2007<br \/>\nSclavi M., L\u2019arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte, Bruno Mondadori, Milano, 2003<br \/>\nStein E., Il problema dell\u2019empatia, Edizioni Studium, Roma, 2003<br \/>\nSloboda J.A., Doti musicali e innatismo. In Enciclopedia della Musica, Il sapere musicale, Einaudi, Torino, 2002<br \/>\nVarela F.J., Un know-how per l\u2019etica, tr. It. Laterza, Roma, 1992<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francese Generalmente chi studia musica \u00e8 uno studente motivato che desidera realizzare il suo sogno di diventare musicista e un interprete con tutta la libert\u00e0 d\u2019espressione che l\u2019arte, nell\u2019accezione comune, garantisce da sempre. 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