{"id":1164,"date":"2024-09-24T15:19:37","date_gmt":"2024-09-24T14:19:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/?p=1164"},"modified":"2024-09-24T15:19:37","modified_gmt":"2024-09-24T14:19:37","slug":"riflessioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/riflessioni\/","title":{"rendered":"Riflessioni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-e8ef139a315b96c1f14e6cc22dcfdc14\"><em>Questa estate ho letto l\u2019articolo di Franco Lorenzoni che mi ha molto sorpreso e sconcertato allo stesso tempo per varie ragioni. In primis la possibilit\u00e0 di articolare un decalogo sul valore formativo della musica a scuola argomentando parzialmente tematiche molto complesse sia sul piano pedagogico-didattico che specifico musicale. L\u2019altro aspetto che non mi ha convinta riguarda la non conoscenza di tutto il mondo che si muove intorno alla ricerca e sperimentazione pedagogica musicale che, da pi\u00f9 di trent\u2019anni si svolge nelle Scuole di Didattica della Musica presenti in molti Conservatori di Musica italiani.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-d662564aadf48962049de336fc45b5e8\"><em>Premetto che ho letto tutti i libri scritti da Franco Lorenzoni e li ho fatti leggere ai miei studenti apprezzandone la chiarezza espositiva, le idee pedagogiche, le modalit\u00e0 didattiche che abbiamo riportato sempre nel nostro specifico musicale. Forse proprio per questa stima e considerazione il decalogo proposto da Lorenzoni \u00e8 stata, per me, una sorpresa preoccupante.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-e4a6b4ea522f4e0702dedd11f388c51d\"><em>Come docente di Pedagogia Musicale da pi\u00f9 di vent\u2019anni mi sono sentita toccata dai contenuti espressi in questo articolo e ho deciso di scrivere alcune osservazioni critiche in riferimento ai singoli punti trattati.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>DIECI RAGIONI PER DARE MAGGIORE SPAZIO IN OGNI GRADO DI SCUOLA ALLA MUSICA<\/p>\n\n\n\n<p>di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lorenzonifranco53?__cft__%5B0%5D=AZUnufvommW1SQ_oXgGqRpr4a2dmb1fAynqVwrsSkt_SR-6Hn9pLtXAlhps-dDmTQoYVbhvjOF4DcSvi6f7zbwdKjwfnHxqR890fLY5KvQtXbqGgjaqerbuH8D4Zu6EWP-9Jk4aZ6GIK-PdzPrCxQqeSPokZiwILZRzF2MD4J3cwvEqktpSTKpcbq_M7XOJIoFQ&amp;__tn__=-%5DK-R\">Franco Lorenzoni<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ragionando riguardo alla necessit\u00e0 di dare maggiore spazio alla musica in ogni grado di scuola mi \u00e8 tornata alla menta la folgorante affermazione di Debora che a 9 anni, alla Magliana, nel mio primo anno di insegnamento come supplente, un giorno afferm\u00f2 convinta: \u201cSenza la musica io strozzerei mio fratello\u201d. Nitida frase che di per s\u00e9 vale un programma.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono almeno altre dieci ragioni per aprire maggiormente alla musica le nostre scuole.<\/p>\n\n\n\n<p>1. LA MUSICA \u00c8 UN TERRITORIO DI RICONOSCIMENTO PER GLI ADOLESCENTI.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 davvero incredibile quanto la scuola sia quasi sempre sorda e non si accorga di un linguaggio cos\u00ec rilevante nella vita culturale degli studenti. Linguaggio che ragazze e ragazzi frequentano continuamente in molteplici modi, e che potrebbe intrecciarsi a tante conoscenze che la scuola propone. In un tempo in cui le sofferenze adolescenti si moltiplicano a dismisura sarebbe importante accogliere e valorizzare questo canale di fruizione ed espressione necessario per affrancarsi e in certi casi salvarsi da un mondo che spesso i pi\u00f9 giovani vivono come ostile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>2. LA MUSICA CREA COMUNIT\u00c0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si canta e si suona in gruppo\u00a0l\u2019ascolto reciproco\u00a0\u00e8 necessario e lo si impara insieme. E l\u2019ascolto \u00e8 la principale postura capace di trasformare la classe in una comunit\u00e0, perch\u00e9 comunit\u00e0 si d\u00e0 quando si sviluppano curiosit\u00e0 reciproche. La musica inoltre pu\u00f2 favorire l\u2019incontro con proposte e realt\u00e0 esterne che la scuola pu\u00f2 ospitare per dare a ragazze e ragazzi una possibilit\u00e0 in pi\u00f9 di scoprire i talenti di ciascuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-4b01e028656d80f052bbf8d67f9d3107\"><em>Tutte le attivit\u00e0 collettive possono creare comunit\u00e0: i giochi di squadra, le attivit\u00e0 di gruppo in una classe, i gruppi escursionistici\u2026insomma, tutti coloro che si ritrovano insieme per fare qualcosa di comune che condividono. La musica non ha nulla di speciale n\u00e9 di diverso in questo senso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-10cbaa84fae8d63d357526d41ad48642\"><em>Per quanto riguarda poi la capacit\u00e0 di ascoltarsi ed ascoltare anche questa non \u00e8 garantita dalla pratica musicale ma piuttosto da una cura e attenzione a ci\u00f2 che accade nel momento in cui accade. Curare l\u2019attenzione ed il silenzio fisico ed emozionale che ci permetta di percepire e percepirsi mentre si suona o si canta, da soli o insieme, in un ambiente, in uno stato fisico, in uno stato emotivo preciso\u2026sono molteplici le variabili che intervengono durante l\u2019ascolto e tutte concorrono a delineare le qualit\u00e0 del momento presente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-3c294ce34db3a30774a4e3b8a7ab291a\"><em>La capacit\u00e0 da sviluppare, anche sul piano formativo, \u00e8 piuttosto quella di sapersi porre le domande capaci di generare un ascolto attento, curato e capace di restituire una sorprendente variabilit\u00e0 di rifrazioni possibili.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>3. LA MUSICA \u00c8 UNA GRANDE ALLEATA DELLA MEMORIA.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019antica Grecia la letteratura si chiamava musik\u00e9 perch\u00e9 Omero \u00e8 sempre stato cantato. Intere generazioni di analfabeti hanno imparato a memoria opere liriche e poemi perch\u00e9 ne ricordavano il ritmo. Il canto facilita enormemente la memoria. Qualsiasi bambino impara molto pi\u00f9 facilmente una canzone che una poesia, anche perch\u00e9 nelle poesie siamo poco avvezzi a cogliere il ritmo che ce le pu\u00f2 fare avvicinare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-97c2266d1ef624ab41e8114c79a40ba6\"><em>Sarei pi\u00f9 prudente ad elevare il ritmo come elemento musicale da privilegiare nelle pratiche formative.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-142eef64801edd316b9003fb30a565f1\"><em>Nelle proposte didattiche musicali troppo spesso oggi, si assiste ad interventi di tipo ammaestrativo: la body percussion, modello che va molto di moda, ne \u00e8 un esempio perfetto. I bambini, gli adolescenti o, peggio ancora gli insegnanti, ripetono a sfinimento, cellule ritmiche-gestuali che si sovrappongono a brani musicali con il risultato, piuttosto avvilente, di produzioni stereotipate e prive di valore pedagogico -formativo in termini di generazione di pensiero e di domande maieutiche e riflessioni metacognitive sugli aspetti sonori.&nbsp;&nbsp;Quindi, non solo sfruttano le capacit\u00e0 di memorizzazione motoria esclusivamente per imitazione ritmica, ma nulla offrono alla capacit\u00e0 di generare un pensiero analitico sul brano musicale al quale si sovrappongono. Sono ripetizioni e coreografie statiche ma, popolarmente comuni, che restituiscono della pratica didattica, un\u2019immagine di ammaestramento fine a s\u00e9 stesso.&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-73d825ffeaaecdb7b59610e46b473001\"><em>Ma la memoria musicale, nella pratica didattica in particolare, dovrebbe essere qualcosa di pi\u00f9 complesso e sorprendente.&nbsp;&nbsp;In particolare, mi riferisco alla capacit\u00e0 di liberarsi dalle abitudini e pre-giudizi che ci distanziano dalla nostra esperienza lasciando che l\u2019orecchio possa rivolgere una nuova attenzione al sonoro ascoltando il proprio mondo interiore ed il mondo sociale per attivare una costruzione del s\u00e9 che non pu\u00f2 essere di natura autosufficiente.&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>5. LA MUSICA \u00c8 IL PRINCIPALE LUOGO DI&nbsp;CONNESSIONI INTERCULTURALI.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La musica si \u00e8 sempre giovata di contaminazioni di ogni tipo, capaci di attraversare oceani e mescolare culture di continenti lontani. Di questo abbiamo estremo bisogno perch\u00e9 una scuola democratica, oggi, deve fondarsi su un convinto elogio della disomogeneit\u00e0. E l\u2019ascolto e la pratica della musica pu\u00f2 esserci di aiuto, per la sua capacit\u00e0 di infischiarsene dei confini e delle angustie di ogni autarchia culturale anche perch\u00e9, come scrisse Walter Benjamin, \u201cla musica \u00e8 l\u2019unica lingua universale che ci resta dopo il crollo della torre di Babele\u201d.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-7d28b3d002c6ac08ba492c37e158dd47\"><em>Qui il tema \u00e8 sicuramente molto complesso e sono sicura che non basta la pratica della musica o dell\u2019ascolto per sentirsi \u201ccittadini del mondo\u201d. Ogni genere musicale viaggia insieme ad una visione, della musica sua specifica quindi abbiamo molti modi di pensare la stessa musica che sono condizionati da tutto ci\u00f2 che vincola il pensiero sulla musica (strutture sociali, politiche ecc). Con questo sguardo la musica diventa un mezzo, non soltanto per avvicinarsi a culture diverse, ma anche per cambiare le proprie posizioni, per ridisegnare la propria identit\u00e0 musicale e non solo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-04389be89f93d7141de1c5d98933bac3\"><em>Inoltre, ogni linguaggio musicale si avvale di codici diversi a seconda della storia culturale dei singoli popoli. \u00c8 vero che la Musica travalica i confini perch\u00e9 tutti gli uomini hanno orecchie, ma non \u00e8 detto che il semplice ascolto avvicini o coinvolga automaticamente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-44c8b556e8bc7f2737e10991f37c22fc\"><em>Se s\u2019includesse nell\u2019esperienza sonora il tempo e lo spazio intorno a noi dando valore e riconoscimento intellettuale a tutto ci\u00f2 che fa parte del \u201csenso sensibile\u201d e non solo del \u201csenso sensato\u201d come definito da J.L. Nancy ci troveremo a stupirci delle scoperte che potremo fare ascoltando il sonoro del mondo e la pervasivit\u00e0 del suono nelle nostre vite e negli spazi in cui viviamo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>6. LA MUSICA \u00c8 CORPO, RESPIRO, RITMO, FIATO, MANI, PRESENZA.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pitagora, a cui \u00e8 attribuita la scoperta delle sette note, sembra le abbia distinte\u00a0ascoltando i fabbri che battevano il ferro nel paese della Calabria dove aveva fondato la sua scuola.\u00a0Nel tempo del digitale imperante, la fisicit\u00e0 del rapporto con uno strumento credo resti fondamentale. Una delle sensazioni che pi\u00f9 mi emoziona entrando in una scuola media o liceo musicale, sta nel vedere studentesse e studenti circolare per i corridoi con i loro diversi strumenti. Nelle nostre scuole sono rare le possibilit\u00e0 di scelta. Talvolta l\u2019unica scelta possibile sembra essere quella tra studiare o non studiare. E invece la possibilit\u00e0 di scegliere quale strumento suonare pu\u00f2 mettere ragazze e ragazzi in connessione con se stessi, scoprendo qualcosa di pi\u00f9 del proprio carattere. E trovare quale ruolo giocare con gli altri in un gruppo, in un coro o in un\u2019orchestra mostra quanto la connessione creativa sia alla base di questo linguaggio.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-abfae09904bf6266a79dc93c72886361\"><em>Sorvolando sull\u2019aneddotica riferita a Pitagora, che certo non scopr\u00ec le sette note ma piuttosto studi\u00f2 i rapporti tra i suoni sul monocordo, anche sulla scelta dello strumento musicale ci sarebbe da aprire un ampio dibattito; infatti, quasi sempre la scelta \u00e8 casuale e non consapevole e quando si \u201csbaglia\u201d la scelta dello strumento s\u2019incorre in una serie di problemi che non sempre si risolvono serenamente. Cos\u00ec come nello sport molti atleti, prima di scegliere la specialit\u00e0 pi\u00f9 consona sperimentano varie discipline, cos\u00ec avrebbe senso operare anche per la scelta dello strumento.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-648546457c94e4b7a20a7e09378c52be\"><em>Quest\u2019immagine poetica di giovani che nei corridoi suonano i loro strumenti andrebbe un po\u2019 ridimensionata su un piano di realt\u00e0 dove, per esempio, non sempre la pratica strumentale rappresenta per lo studente una pratica liberatoria e autenticamente espressiva. Molto spesso si riduce ad un\u2019esecuzione, e non interpretazione, di brani scritti da altri dove l\u2019apporto personale \u00e8 spesso limitato se non addirittura escluso.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>7.&nbsp;IL JAZZ \u00c8 TERRENO&nbsp;DI MESCOLANZA TRA ORALIT\u00c0 E SCRITTURA.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019elaborazione di testi collettivi l\u2019arricchimento della scrittura sta in un continuo passaggio tra scrittura e oralit\u00e0, nello scegliere parlando e discutendo le migliori parole da scrivere. Anche nel Jazz c\u2019\u00e8 un continuo passaggio tra oralit\u00e0 e scrittura e i due linguaggi potrebbero parlarsi e arricchirsi reciprocamente.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-30580de5d9e6146a009749c3ac378b51\"><em>Se \u00e8 vero che \u00e8 importante la qualit\u00e0 delle domande che ci poniamo difronte ad un ascolto, di qualunque genere sia, allora possiamo evitare di stigmatizzare solo una tipologia di repertorio e aprire il nostro orecchio ai suoni del mondo. La musica contemporanea, intendendo il repertorio da Cage ai giorni nostri, genera sicuramente molte domande uscendo dai confini consolidati della melodia e del ritmo ripetitivo che in troppi video, dedicati alla formazione dei bambini, continuano a mostrare come risultati da emulare magari anche\u00a0con\u00a0volumi di decibel altissimi! Tutti come soldatini ad imitare, a memorizzare, a rappresentare coreografie militaresche che molto poco hanno a che fare con la capacit\u00e0 critica di ascoltare, comporre, interpretare e, in sostanza, porsi le domande generative che cos\u00ec tanto aprono la mente a scenari inusuali e ad esperienze realmente creative. Per cui indicare un genere di preferenza, che sia jazz o classico o altro, \u00e8 pedagogicamente una totale assurdit\u00e0 non solo perch\u00e9 limita l\u2019orizzonte conoscitivo ma soprattutto perch\u00e9 inquina con un giudizio estetico che pu\u00f2 solo condizionare, la formazione musicale degli studenti. Sarebbe come dire che la letteratura italiana \u00e8 \u201cterreno di mescolanza tra oralit\u00e0 e scrittura\u201d e tutte le altre letterature non lo sono. Cos\u00ec vale per la musica!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>8. LA POSSIBILIT\u00c0 DI INCONTRARE UNA PASSIONE CHE SCUOTE.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A ragazze e ragazzi fa un gran bene incontrare adulti appassionati, anche \u201cfissati\u201d, perch\u00e9 spinti da una urgenza creativa capace di contrastare ogni pigrizia. L\u2019immagine peggiore di futuro che pu\u00f2 dare una societ\u00e0 sta nell\u2019affidare le giovani generazioni ad adulti opachi, disincantati, privi di domande e di energia. Il contatto con un\u2019arte vitale come la musica non garantisce l\u2019incontro con adulti capaci di eros educativo, ma pu\u00f2 aprire a possibilit\u00e0 inedite, quando si vive la relazione educativa come ricerca continua.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>9. LA DIFFERENZA TRA ARTE E ARTIGIANATO CREATIVO.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La distribuzione dei talenti \u00e8\u00a0arbitraria e ingiusta e l\u2019arte, purtroppo, non \u00e8 distribuita democraticamente. E\u2019 illusorio pensare che tutti si sia artisti, eppure credo che tutte e tutti abbiano diritto di frequentare nei modi pi\u00f9 vari e ricchi le arti, mettendosi in gioco e sperimentando quanto possa dare l\u2019artigianato creativo all\u2019espressione sincera di s\u00e9. E un incontro continuato e precoce con le arti pu\u00f2 rivelare talenti in chi non sapeva di possederli. E questa s\u00ec che \u00e8 una funzione democratica a cui la scuola dovrebbe dedicare attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-ba991becc2070b3a45a1a3810c5dca9f\"><em>Questo vale per tutte le discipline e non solo per la Musica. Nessuno pretende da uno studente di essere Archimede per frequentare lezioni di matematica, cos\u00ec non necessariamente bisogna essere Mozart per conoscere la Musica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>10. GLI ARTISTI NON SONO SEMPRE BUONI MAESTRI.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sovente sono cos\u00ec concentrati nella loro arte che non sono in grado di accogliere e ascoltare difficolt\u00e0 e ostacoli che incontrano allieve e allievi. E allora, nell\u2019auspicare una maggiore diffusione della musica nella scuola dobbiamo stare attenti a\u00a0curare la sensibilit\u00e0 pedagogica in chi la insegna e la propone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-6836a715c47ae2ea87a79fa6275cc1b1\"><em>Parlerei di professionalit\u00e0 pedagogica-didattica proprio perch\u00e9 la professione d\u2019insegnante \u00e8 una pratica specialistica a tutti gli effetti e anche per l\u2019insegnamento musicale \u00e8 indispensabile curare la formazione dei futuri insegnanti. Nelle Scuole di Didattica della Musica dei Conservatori italiani si opera in questo senso offrendo non solo una preparazione tecnicistica, musicale e didattica,&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-c965707167e6faa8d3197755347aeee1\"><em>ma anche una formazione relazionale, cooperativa e collaborativa capace di generare nuove proposte didattiche musicali non solo originali ma, e soprattutto, pensate e concepite con competenze pedagogiche specifiche e allineate agli ultimi studi che la ricerca ha elaborato in tutti questi anni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-4a5afd6ce53d35bc6ffd68d2acc95c32\"><em>La scuola non ha bisogno di artisti per insegnare Musica come non ha bisogno di Alighieri per insegnare la lingua italiana.&nbsp;&nbsp;Piuttosto ha bisogno di Docenti preparati a riconoscere le capacit\u00e0 e valorizzare i sogni di ciascun studente.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>FERITE CHE CONDIZIONANO L\u2019APPRENDIMENTO<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito c\u2019\u00e8 una esperienza della mia infanzia che torna inesorabilmente alla memoria. I miei genitori amavano molto la musica e da bambino mi iscrissero a un corso di coro alla Filarmonica Romana diretto da un certo don Colino. Un giorno, mentre cantavamo, don Colino mi disse con piglio deciso: \u201cTu stai zitto perch\u00e9 stoni\u201d. Rimasi cos\u00ec male che da allora cominciai ad aprire la bocca nel coro senza pi\u00f9 emettere un suono. Nonostante questo, un altro giorno mi intim\u00f2 di nuovo in modo brusco di non cantare perch\u00e9 stonavo. Io sapevo che non era vero, perch\u00e9 non stavo cantando e quell\u2019esclusione era ingiustificata, ma la ferita fu tale da segnarmi per tutta la vita, tanto che ancora oggi, a settant\u2019anni, mi vergogno quando si canta insieme e cerco di defilarmi o di partecipare cantando sottovoce. Solo con i bambini riesco a cantare serenamente, pur riconoscendo che non sono certo un granch\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho raccontato questo episodio perch\u00e9 il canto \u00e8 qualcosa di molto intimo, che ci denuda e ci espone. Credo vada diffuso in ogni sua forma, ma facendo molta attenzione ai modi in cui lo si propone, perch\u00e9 non accada che invece di aprire all\u2019arte e all\u2019espressione di s\u00e9 non ostacoli o frustri un incontro felice con la musica.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-0127f3448d1d7295c9973014f1b47f45\"><em>La mortificazione non \u00e8 certamente MAI uno strumento didattico, n\u00e9 in Musica, n\u00e9 in altre discipline.\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa estate ho letto l\u2019articolo di Franco Lorenzoni che mi ha molto sorpreso e sconcertato allo stesso tempo per varie ragioni. In primis la possibilit\u00e0 di articolare un decalogo sul valore formativo della musica a scuola argomentando parzialmente tematiche molto complesse sia sul piano pedagogico-didattico che specifico musicale. L\u2019altro aspetto che non mi ha convinta &hellip; <a href=\"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/riflessioni\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Riflessioni<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[244,243,247,248,245,246,118,249],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1164"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1164"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1164\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1165,"href":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1164\/revisions\/1165"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1164"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1164"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1164"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}