{"id":1003,"date":"2017-07-14T11:40:07","date_gmt":"2017-07-14T10:40:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/riflessioni-sul-saggio-ascoltare-il-silenzio-viaggio-nel-silenzio-in-musica-di-e-ferrari-2\/"},"modified":"2024-04-14T21:25:38","modified_gmt":"2024-04-14T20:25:38","slug":"riflessioni-sul-saggio-ascoltare-il-silenzio-viaggio-nel-silenzio-in-musica-di-e-ferrari-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/riflessioni-sul-saggio-ascoltare-il-silenzio-viaggio-nel-silenzio-in-musica-di-e-ferrari-2\/","title":{"rendered":"Riflessioni sul saggio: Ascoltare il silenzio, viaggio nel silenzio in musica di E. Ferrari"},"content":{"rendered":"<p>Oggi vi parlo di uno scritto che ben si sintonizza ad un tempo di vacanza e di meritato relax. Si tratta di un breve saggio che espone varie riflessioni sulla musica concentrandosi sulla prospettiva del silenzio.<\/p>\n<p>In un mondo in cui il frastuono sovrasta inesorabile, nostro malgrado, la quotidianit\u00e0 di tutti noi, concentrare l\u2019attenzione sui valori del silenzio \u00e8 un\u2019operazione che gi\u00e0 di per s\u00e9 permette un respiro pi\u00f9 calmo e posato.<\/p>\n<p>Per udire le diverse qualit\u00e0 dell\u2019assenza di suoni l\u2019ascolto si deve fare pi\u00f9 sottile e attento tanto da poter percepire le diverse valenze semantiche del silenzio nello scorrere musicale. Possiamo, con questa attitudine, iniziare la nostra passeggiata taciturna alla scoperta dei tanti significati del silenzio in musica.<\/p>\n<p>Il piccolo libro \u00e8 diviso in due parti: la prima in cui l\u2019autore descrive il silenzio come l\u2019elemento fondamentale della musica e la seconda parte che analizza il \u201csilenzio udibile\u201d all\u2019interno dei brani e costituito dalle pause, attraverso il confronto di tre interpretazioni diverse del Largo con gran espressione della Sonata op 7 per pianoforte di L. V. Beethoven.<\/p>\n<p>Il silenzio \u00e8 adeso con l\u2019ascolto e questo binomio cos\u00ec semplice \u00e8 il primo indispensabile passo per potersi sintonizzare sul presente, su un\u2019attenzione focalizzata momento per momento.<\/p>\n<p>Prima di un concerto c\u2019\u00e8 il silenzio del pubblico che si unisce al silenzio che l\u2019interprete ha necessit\u00e0 di praticare con s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>\u201cLa sintonia col brano, quindi, non passa da un\u2019identificazione, ma dal <em>fare spazio dentro di noi<\/em>.\u201dpg14<\/p>\n<p>Nelle pagine di questo scritto si evidenziano tante tipologie di silenzi: quello udibile, non udibile, evocato, doppio, relativo\u2026indicando per ciascuna le diverse caratteristiche che li differenziano. Ma qui non voglio svelarvi i singoli dettagli, preferisco che il silenzio mostri la sua vita, che in questo elaborato si esplicita, ribaltando l\u2019idea di vuoto che generalmente associamo al silenzio.<\/p>\n<p>L\u2019ascolto \u00e8 la condizione primaria e indispensabile per apprezzare il valore del silenzio. Ma siamo davvero capaci di ascoltare? Qui potremo aprire un un\u2019ampia dissertazione dato che questa capacit\u00e0 nel nostro tempo \u00e8 veramente minata da un\u2019eccessiva saturazione di antidoti all\u2019apprezzamento del silenzio.<\/p>\n<p>Certamente il passo immediatamente precedente all\u2019ascolto \u00e8 rappresentato dall\u2019altissima qualit\u00e0 di attenzione che richiede: un\u2019attenzione calma, paziente e senza la fretta di anticipare e di predire ci\u00f2 che staremo per ascoltare ma, al contrario, pronta a sorprendersi in una disponibilit\u00e0 aperta e liberante. Questo vale sia quando ci troviamo ad ascoltare una musica quanto nel momento in cui siamo noi stessi a produrre musica; quando cio\u00e8 rendiamo udibili i suoni attraverso un gesto, una condotta (Delalande) che produce una vibrazione. In ultima istanza lo strumento siamo noi, lo strumento \u00e8 l\u2019uomo stesso. Cos\u00ec tutti i mezzi, i dispositivi, servono a ricordarci e a far risuonare ci\u00f2 che in noi intimamente e profondamente risuona e si esprime non solo attraverso i suoni ma anche anche nei silenzi e nelle pause.<\/p>\n<p>Come anticipato nella seconda parte di questo brevissimo saggio si analizza Il Largo, con grande espressione della Sonata op.7 di L. V. Beethoven per pianoforte nell\u2019incisione di W. Backhaus, W. Kempff e E. Gilels. L\u2019autore compara le diverse interpretazioni osservando le diverse valenze espressive dei silenzi e di come queste rappresentano variabili considerevoli nella pratica interpretativa osservabile su uno stesso brano.<\/p>\n<p>Vi suggerisco questa lettura per riflettere sulla componente creativa del silenzio, sul valore vivificante dell\u2019ascolto e del silenzio interiore. Tutti questi temi sono stati gi\u00e0 trattati nei mesi scorsi nella nostra rubrica Musica Studio perch\u00e9 rappresentano, per noi, lo sfondo costante del pensare e realizzare l\u2019esperienza sonora. Un\u2019attenzione sottile e curiosa che si nutre del silenzio interiore, dello spazio necessario a far emergere il proprio sentire in relazione con il mondo dentro e fuori di noi. \u00a0Durante queste calde giornate \u00e8 rigenerante posare i pensieri sulle potenzialit\u00e0 espressive che l\u2019ascolto di s\u00e9 e del proprio silenzio esplicitano sia nella vita che nella pratica musicale\u2026perci\u00f2, buon silenzio e buon ascolto a tutti voi!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Emanuele Ferrari<\/strong> \u00e8 ricercatore di musicologia e storia della musica presso la facolt\u00e0 di Scienze della Formazione dell\u2019universit\u00e0 di Milano \u2013Bicocca, dove insegna Musica e didattica della musica. E\u2019 tra i fondatori dell\u2019Accademia del Silenzio.<\/p>\n<p>Ascoltare il silenzio, ed Mimesis, 2013<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi vi parlo di uno scritto che ben si sintonizza ad un tempo di vacanza e di meritato relax. 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