{"id":1005,"date":"2016-06-21T14:30:04","date_gmt":"2016-06-21T13:30:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/recensione-ascoltarsi-ascoltare-le-vie-dellincontro-e-del-dialogo-2\/"},"modified":"2024-04-14T21:15:00","modified_gmt":"2024-04-14T20:15:00","slug":"recensione-ascoltarsi-ascoltare-le-vie-dellincontro-e-del-dialogo-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/recensioni\/recensione-ascoltarsi-ascoltare-le-vie-dellincontro-e-del-dialogo-2\/","title":{"rendered":"Recensione: Ascoltarsi, ascoltare  Le vie dell&#8217;incontro e del dialogo"},"content":{"rendered":"<p>Ascoltarsi e ascoltare: per un musicista \u00e8 quasi un\u2019ovviet\u00e0 almeno in linea teorica!<br \/>\nIn concreto sappiamo bene che prestare attenzione \u00e8 un\u2019arte complessa e articolata molto pi\u00f9 che scontata e implicita nell\u2019atto del far musica.<br \/>\nIn questo intenso libro per\u00f2 non si parla direttamente di ascolto musicale tradizionalmente inteso ma di un ascolto profondo a partire da s\u00e9, dal silenzio, attraversando questo universo interiore in quindici tappe dove l\u2019autore delinea con cura le differenti modalit\u00e0 dell\u2019udire.<br \/>\n\u201cNell\u2019ascoltarsi, nell\u2019essere ascoltati e nell\u2019ascoltare prendiamo coscienza della nostra e altrui esistenza, strutturiamo la nostra e altrui identit\u00e0. Se viene meno anche solo una di queste esperienze, corriamo il pericolo di diventare stranieri a noi stesso e all\u2019altro\u201d. Castellazzi ci propone d\u2019indagare la difficile arte dell\u2019ascolto come esperienza capace di trasformarci profondamente soprattutto in questo nostro tempo in cui molti parlano ma pochi ascoltano.<br \/>\nNe \u00e8 un esempio l\u2019ascolto bulimico del nostro tempo che nutre un pensiero corto, dove non c\u2019\u00e8 spazio e tempo di riflessione e dove si perde la dimensione soggettiva a vantaggio di una dimensione anonima tra anonimi. I social network rappresentano oggi gli strumenti attraverso i quali sopperire in fretta al vuoto interiore che ciascuno vive accontentandosi di qualsiasi interlocutore anche anonimo e senza volto.<br \/>\nL\u2019autore, osservando da un punto di vista psicoanalitico, c\u2019invita a riflettere anche sulla paura di ascoltarsi, pratica che non \u00e8 mai troppo agevole sia che lo si faccia in solitudine che in compagnia dello psicoterapeuta. \u201cTalvolta il prendere coscienza delle radici della propria esistenza\u2026 l\u2019entrare in contatto con il vero S\u00e9, per anni vissuto come uno straniero e percepito come una minaccia perch\u00e9 non coincidente con la propria identit\u00e0 cosciente, \u00e8 talmente angosciante che il paziente preferisce interrompere perfino la terapia innescando cos\u00ec una precipitosa fuga da se stesso\u201d.  Ma come agire per individuare la presenza di una resistenza ad ascoltarsi? Il libro ci propone di osservare in particolare la nostra tendenza a esercitare l\u2019ostinazione, il fanatismo e l\u2019intolleranza intesi come forme d\u2019irrigidimento del proprio pensiero e comportamento.<br \/>\nMa questo tipo di chiusura, d\u2019indurimento non accade forse anche nell\u2019esperienza del far musica? Quando si crede di ascoltarsi e ascoltare ma in realt\u00e0 lo si fa in modo stereotipato e poco aderente al proprio reale percepire? Quando prestiamo attenzione a una musica, il nostro impegno implica o dovrebbe implicare una curiosit\u00e0, una sospensione del giudizio a favore di un\u2019 osservazione attenta e autentica del reale. Se ci concediamo di collocarci di fronte al sonoro senza dogmi prefissati saremo sorpresi di vivere un\u2019esperienza sensoriale molteplice e non vincolata a configurazioni pre-stabilite.<br \/>\nProseguendo nella lettura del libro si affronta il tema dell\u2019ascolto del nostro interlocutore e non solo delle sue parole ma anche dei suoi silenzi, del suo parlare tramite il corpo in una circolarit\u00e0 che include l\u2019attenzione a s\u00e9 favorita dalla relazione e viceversa dove il bisogno di essere ascoltati \u00e8 l\u2019urgenza di essere riconosciuti. \u201cE\u2019 un dato di fatto che quando nell\u2019esperienza dell\u2019ascolto ci capita di trovare nell\u2019altro il riflesso del nostro mondo emotivo ci sentiamo pi\u00f9 integri, pi\u00f9 compiuti e anche pi\u00f9 leggeri poich\u00e9 finalmente troviamo una pelle psichica che ci avvolge e ci contiene.\u201d<br \/>\nIl Buon ascolto e agli Ostacoli che ne impediscono il limpido fluire sono gli altri argomenti analizzati e in estrema sintesi potremmo dire che: \u201c\u2026 un buon ascolto esige il riconoscimento dell\u2019altro nella sua irriducibile diversit\u00e0\u201d cos\u00ec come \u201cNon c\u2019\u00e8 un buon ascolto se manca l\u2019apertura al nuovo\u201d. Gli intralci al prestare attenzione sono tutti quelli che vedono il soggetto protagonista assoluto con tutti i propri pre-giudizi, intolleranze, fretta, in una parola chiusura nei confronti di chi esprime un punto di vista diverso dalle proprie aspettative.<br \/>\nSi contrappongono a quest\u2019assenza di collegamento l\u2019ascolto Empatico e l\u2019ascolto Dialogico in termini di scambio libero e vicendevole senza giudizi ma costruito sul reciproco incontro e riconoscimento. Infatti prestare attenzione in modo reciproco e autentico produce in entrambi gli interlocutori un cambiamento tanto che dopo un\u2019esperienza di questo tipo nessuno rimane pi\u00f9 come prima. La trasformazione avviene anche nel nostro udire intimo, interiore, dove possiamo restare in contatto con le nostre zone fragili e dove il nostro io si trasforma proprio riconquistando il silenzio e l\u2019introspezione in una disponibilit\u00e0 aperta verso noi stessi.<br \/>\nAnche in musica: restare aperti, disponibili alle novit\u00e0, coltivare un grado di avventurosit\u00e0 possibile verso repertori, interpretazioni diverse dalle nostre rassicuranti certezze ci apre ad accogliere qualcosa che magari ancora non conosciamo cos\u00ec bene. \u201c Un apprendere che, per essere autentico, comporta un disapprendere quanto si \u00e8 precedentemente strutturato\u201d.<br \/>\n L\u2019esercizio dell\u2019attesa rappresenta un tempo per l\u2019interlocutore di esprimere il proprio sentire, un tempo proprio, giusto per s\u00e9. Anche l\u2019aspettativa \u00e8 mutuabile in musica: l\u2019attesa come il tempo in cui il l\u2019interpretazione del brano si struttura e ci permette di entrare in eco con esso, in una risonanza empatica e incarnata tra ascoltatore e interprete.<br \/>\nNella seconda parte del libro tre capitoli sono dedicati all\u2019ascolto del Corpo includendo il volto<br \/>\ngli occhi, la voce e l\u2019orecchio considerando psiche e corpo come due realt\u00e0 coincidenti dove l\u2019identit\u00e0 individuale vive nell\u2019esperienza corporea personale.<br \/>\n \u201cIl nostro corpo e il corpo dell\u2019altro sono corpi vivi, corpi vissuti. Soprattutto sono corpi-biografia, corpi-messaggi, corpi che parlano, che comunicano, che possiedono un loro linguaggio. Sono corpi, quindi, che vanno ascoltati\u201d.<br \/>\nNel capitolo Ascoltare oltre la voce e oltre l\u2019orecchio si pone l\u2019accento sull\u2019importanza del suono della voce, della sua sonorit\u00e0 specifica. \u201c Non c\u2019\u00e8 buon ascolto se \u00e8 carente l\u2019attenzione alla sonorit\u00e0 della voce.\u201d \u201cLa voce \u00e8 l\u2019anima che si fa suono\u201d. La voce esprime suo malgrado tutte le sfumature emotive del sentire interiore \u00e8 in qualche modo lo specchio riflettente dell\u2019intimit\u00e0 personale. Il riferimento principale \u00e8 agli studi di A. Tomatis sulla funzione dell\u2019orecchio nell\u2019ascolto come atto intellettuale ed emotivamente implicato nella relazione con l\u2019altro.<br \/>\nIl testo termina con due capitoli dedicati all\u2019Ascoltare il Dolore e all\u2019Ascolto che Guarisce in termini di riconoscimento autentico e proprio dell\u2019altro da s\u00e9. Tale identificazione sar\u00e0 preceduta da un buon ascolto capace di conservare amorevolmente ci\u00f2 che l\u2019individuo dice o non dice con la parola. \u201cSe la sofferenza \u00e8 partecipata c\u2019\u00e8 meno sofferenza. E\u2019 questo il modo vero per alleviare il dolore\u201d. \u201cPossiamo dire che c\u2019\u00e8 autentico ascolto del dolore quando si \u00e8 disposti a elaborare dentro di s\u00e9 la rappresentazione mentale della sofferenza dell\u2019altro\u201d.<br \/>\nNella pratica dell\u2019udire ci si dispone in una sintonizzazione che ci permette di prendersi cura dell\u2019altro pur rimanendo sintonizzati sul proprio sentire emotivo.<br \/>\nVi suggerisco la lettura di questo libro che ci fa riflettere profondamente sulla dimensione dell\u2019ascolto personale e interpersonale. Un ascolto che ci vede tutti implicati nel nostro quotidiano ma anche nello specifico della nostra professione di docenti dove l\u2019avventura dell\u2019insegnare include la valorizzazione delle individualit\u00e0, della curiosit\u00e0 di ciascuno insieme a una qualit\u00e0 di ascolto attento  e continuamente sintonizzato sul presente vivo dell\u2019incontro.<br \/>\nAnche nella pratica musicale si concreta un presente nel qui e ora fatto di aggiustamenti in tempo reale che interprete e ascoltatore riflettono a specchio in una sintonizzazione incarnata fin dal sentire pi\u00f9 profondo e intimo. L\u2019esperienza musicale \u00e8 sempre un\u2019esperienza di ascolto sia personale che collettivamente condivisa e  con la lettura di questo libro \u00e8 possibile  fare una traslazione  sull\u2019ascolto sonoro e musicale ampliando cos\u00ec il nostro ventaglio riflessivo anche su sponde  pi\u00f9 propriamente vibranti.<br \/>\nAlessandra Seggi<\/p>\n<p>VITTORIO LUIGI CASTELLAZZI \u00e8 psicologo clinico, psicoterapeuta-psicoanalista, insegna Tecniche proiettive e psicodiagnosi della personalit\u00e0 all\u2019Universit\u00e0 Salesiana di Roma. Ha tenuto corsi d Psicologia dello sviluppo e Psicopatologia dello sviluppo all\u2019Universit\u00e0 Lumsa e all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Roma \u2013Tre. Membro  della Society for Personality Assessment e l\u2019International Rorschach Society.  Ha fondato la \u201cScuola Rorschach e altre tecniche proiettive\u201d dell\u2019Universit\u00e0 Salesiana.<br \/>\nAscoltarsi, ascoltare<br \/>\nLe vie dell\u2019incontro e del dialogo \u2013 Edizione Magi 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ascoltarsi e ascoltare: per un musicista \u00e8 quasi un\u2019ovviet\u00e0 almeno in linea teorica! In concreto sappiamo bene che prestare attenzione \u00e8 un\u2019arte complessa e articolata molto pi\u00f9 che scontata e implicita nell\u2019atto del far musica. 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