{"id":1001,"date":"2018-06-05T22:46:54","date_gmt":"2018-06-05T21:46:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/riflessioni-sul-saggio-vittorio-lingiardi-mindscapes-psiche-nel-paesaggio-2\/"},"modified":"2024-04-14T18:26:38","modified_gmt":"2024-04-14T17:26:38","slug":"riflessioni-sul-saggio-vittorio-lingiardi-mindscapes-psiche-nel-paesaggio-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.alessandraseggi.it\/wordpress\/recensioni\/riflessioni-sul-saggio-vittorio-lingiardi-mindscapes-psiche-nel-paesaggio-2\/","title":{"rendered":"Riflessioni sul saggio: Vittorio Lingiardi,  Mindscapes        Psiche nel paesaggio"},"content":{"rendered":"<p>La lettura di Mindscapes mi ha cattura e mi ha fatto attraversare un affascinante labirinto multisensoriale dentro e fuori un universo d\u2019immagini, forme e parole. In ogni capitolo l\u2019autore, Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista, apre scenari diversi come giocando con un caledoscopio che permette di comporre e ricomporre riflessioni psicoanalitiche, letterarie e neurestetiche strutturando di volta in volta scenari inusuali e originali. Le immagini di opere pittoriche che arricchiscono le pagine del libro sono spazi che contrappuntano gradevolmente il flusso della scrittura cos\u00ec che, per il lettore, l\u2019effetto del viaggio nel paesaggio si fa ancora pi\u00f9 realistico e seducente.<\/p>\n<p>L\u2019idea centrale \u00e8 che, non solo non siamo separabili dai nostri luoghi, ma che che ci vogliono molti luoghi dentro di noi per costruire la nostra storia e la nostra identit\u00e0. Attraverso questo legame si crea una relazione stretta fra la psiche e i luoghi che attraversiamo: il paesaggio \u00e8 in noi e noi siamo in lui non solo con lo sguardo ma con tutta la componente corporea e sensoriale. \u201cSono<em>mindscapes<\/em>: paesaggi raccolti nella psiche e psiche immersa nei paesaggi. Percezioni visive che diventano visioni mentali\u201d. Nella nostra relazione con l\u2019ambiente, fin dall\u2019inizio della vita, si crea una connessione che include la discriminazione cognitiva e la componente emotiva mediata dalle diverse figure di chi ci ha cresciuti e si \u00e8 preso cura di noi. In questa circolarit\u00e0 si forma l\u2019identit\u00e0 e la\u201d <em>sintonizzazione estetica<\/em>con il mondo da cui dipenderanno i nostri gusti e disgusti\u201d. \u00a0Come in una figura circolare i paesaggi che ci appartengono sono tali \u201cperch\u00e8 li abbiamo riconosciuti nel momento in cui li abbiamo trovati\u201d e \u201csono il risultato dell\u2019incontro tra ci\u00f2 che vediamo (\u2026) e la nostra estetica degli oggetti, la nostra memoria e la nostra solitudine.\u201d<\/p>\n<p>Attraverso riflessioni psicoanalitiche, estetiche e artistiche l\u2019autore ci conduce alla scoperta di un paesaggio che ci appartiene ma che allo stesso tempo siamo in grado di rimodellare e rinnovare nella memoria.<\/p>\n<p>Il libro \u00e8 strutturato per temi dai nomi suggestivi: \u201cLa fioritura umana\u201d, Tasche piene di farfalle\u201d,\u201d Paesaggi neuroestetici\u201d, \u201cChiudete gli occhi e vedrete\u201d, \u201cIl riverbero\u201d, \u201cDis-orientarsi\u201d all\u2019interno dei quali l\u2019autore viaggia liberamente anche al di l\u00e0 dei confini tracciati dal titolo stesso.<\/p>\n<p>Lingiardi scrive un volume complesso e non facile ma sicuramente curioso che ha bisogno di essere gustato con lentezza e assaporato con calma. Un libro che si pu\u00f2 leggere e rileggere a pezzi un po\u2019 come un saggio o una poesia regalandoci uno spazio di tempo dilatato e capace di abbracciare le infinite sfumature che l\u2019autore con cura disegna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cosa ha che fare tutto questo con la nostra rubrica di recensioni musicali?<\/p>\n<p>La lettura di <em>Mindscape<\/em>s permette di fare un parallelismo con il mondo sonoro e con una sorta di paesaggio acustico che si configura ancor prima di nascere e che gi\u00e0 dai primi giorni di vita contribuisce a creare l\u2019identit\u00e0, questa volta sonora, di ciascuno di noi. L\u2019esperienza dell\u2019ascolto non \u00e8 riferita solo all\u2019esterno ma anche alla capacit\u00e0 di ascoltare il proprio mondo interiore indagando cosa risuona nel nostro intimo unitamente agli eventi sonori che hanno contribuito a nutrire la nostra vita. Da questa prospettiva anche per i suoni possiamo affermare che \u201cesiste un legame tra come siamo e la forma che diamo al nostro mondo interno\u201d e come, nelle varie fasi della vita, ciascuno di noi \u00e8 capace di creare il proprio scenario acustico che pi\u00f9 gli corrisponde.<\/p>\n<p>Il legame tra udito e fonazione, dove il primo determina il secondo, ha permesso di provare che gli uomini non sentono allo stesso modo in ogni parte del mondo e, secondo Tomatis, questa \u00e8 una delle origini delle grandi variet\u00e0 di lingue umane. (A.Tomatis)Il tutto a conferma del nostro costante legame tra corpo e ambiente, emozione ed estetica.<\/p>\n<p>Glistudi sul <em>soundscape<\/em>(paesaggio sonoro), inteso come l\u2019insieme dei suoni che ci circonda e ci condiziona nella nostra quotidianit\u00e0, sollecitano un\u2019osservazione sulla pervasivit\u00e0 del suono nelle nostre vite e negli spazi in cui viviamo.<\/p>\n<p>Potremmo immaginare di valorizzare e interpretare criticamente le peculiarit\u00e0 acustiche di un territorio per contribuire a ridare importanza sia alla pratica dell\u2019ascolto che agli aspetti sociali della produzione sonora. Far vivere la nostra identit\u00e0 culturale unitamente alla capacita di comprensione e ascolto dell\u2019identit\u00e0 altrui. Si potrebbe considerare il diritto ad un paesaggio sonoro salubre e desiderabile cos\u00ec come, \u201cmolte ricerche in campo evoluzionistico indicano una predisposizione per un <em>\u201cpaesaggio ideale\u201d (\u2026)<\/em>fatto di ambienti tranquilli, senza pericoli e accompagnati da figure positive. Esistono cio\u00e8 elementi a noi familiari che ci fanno percepire una piacevolezza, una rassicurante consuetudine, una capacit\u00e0 di stare in sintonia senza sforzo perch\u00e9 ci\u00f2 che vediamo rappresenta una modalit\u00e0 condivisa e quindi prevedibile e stabile.<\/p>\n<p>Nella musica accade molto spesso un fenomeno assai simile. La nostra capacit\u00e0 di ascolto \u00e8<\/p>\n<p>spesso condizionata da aspettative, anticipazioni che ci guidano nei processi percettivi ma anche che ci vincolano e ci condizionano. Uscire dalla una zona musicalmente sicura \u00e8 impegnativo perch\u00e8 imprevedibile, destabilizzante sia sul piano emotivo che cognitivo, prevede cio\u00e8 un certo grado di avventurosit\u00e0 che non \u00e8 certo uguale per tutti noi. Inoltre l\u2019esperienza musicale ha il potere di immergerci in una situazione emotiva difficilmente prevedibile in anticipo e proprio per questa ragione il timore e l\u2019insicurezza possono a volte avere la meglio sull\u2019intensione di attraversare esperienze musicali inconsuete.<\/p>\n<p>Probabilmente alle origini della sua storia, l\u2019uomo era per necessit\u00e0 pi\u00f9 aperto e libero a tutto il panorama sonoro che lo circondava rispetto a quanto non lo sia oggi anche se possiamo immaginare di recuperare questa qualit\u00e0 di ascolto in cui \u201cl\u2019occhio cerca ma l\u2019orecchio, pi\u00f9 accuratamente, trova\u201d. (J.E. Berendt)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un altro capitolo del libro si analizza il fenomeno della \u201c<em>simulazione incarnata<\/em>\u201d (V. Gallese), fondato sulla scoperta dei <em>neuroni specchio<\/em>, quale attivazione sensomotoria e viscero-motoria che si attiva nel cervello dell\u2019osservatore in una sorta di corrispondenza tra chi osserva e ci\u00f2 che viene osservato. \u00a0Il sistema senso-motorio risulta coinvolto nel riconoscimento delle emozioni e sensazioni espresse da altri. \u201cEmpatica ed estetica, la simulazione incarnata si attiva in relazione sia al <em>contenuto <\/em>dell\u2019opera (\u2026) sia alla <em>traccia gestuale<\/em>dell\u2019artista.\u201d<\/p>\n<p>Se questo accade nell\u2019esperienza visiva osservando un\u2019opera d\u2019arte, si potrebbe immaginare uno stesso tipo di rispecchiamento anche nella performance musicale tra interprete e ascoltatore nel qual caso l\u2019esperienza sonora non sarebbe cos\u00ec distante da quella visiva.<\/p>\n<p>Indagando il senso di vitalit\u00e0 che caratterizza la nostra vita, secondo il pensiero di D. Stern, si osserva come le arti temporali, fra cui la musica, ci coinvolgano in quanto manifestazioni vitali che esprimono e risuonano perfettamente in noi. In musica il flusso temporale ci trascina, ci cattura in un\u2019alternanza di tensione e distensione che appartiene e accomuna tutti gli esseri umani.<\/p>\n<p>In particolare attraverso il suono della voce, che si esprime attraverso le parole, si rimuove la distanza tra esterno e interno assumendo la valenza di mezzo primario nella relazione con gli altri. Durante l\u2019emissione vocale l\u2019uomo fa esperienza dell\u2019unit\u00e0 psico-acustico-motoria percepita come un unico processo chiuso in s\u00e9 dove il suono ritorna all\u2019orecchio ascoltando la propria stessa voce. Lo strumento \u00e8 il suono: la parola che la voce produce e che dall\u2019udito \u00e8 resa possibile, conferisce all\u2019uomo la capacit\u00e0 stessa di comunicare. L\u2019orecchio mantiene nel tempo la sua relazione stretta con l\u2019aspetto sonoro del parlato ed anche la postura verticale dell\u2019uomo spinge il suo corpo all\u2019ascolto dentro e fuori da s\u00e8.<\/p>\n<p>Parlare equivale a suonare il corpo dell\u2019altro con l\u2019orecchio, ma anche con la pelle e con tutto il suo potenziale sensoriale (D. Anzieu) proprio perch\u00e9 l\u2019essere umano \u00e8 di costituzione sensibile cos\u00ec come la nostra esperienza del mondo \u00e8 molteplice e plurale.<\/p>\n<p>\u201cDi conseguenza la costruzione delle nostre identit\u00e0 di genere \u00e8 un assemblaggio sempre inclusivo: tutti i modi di essere in relazione con l\u2019altro sono necessari\u201d.<\/p>\n<p>La metafora del viaggio dentro paesaggi diversi si presta ad essere traslata anche nell\u2019esperienza dell\u2019insegnamento: proprio perch\u00e9 avvicinarsi all\u2019altro \u00e8 sempre un po\u2019 come attraversare un territorio sconosciuto da esplorare e con il quale interagire. \u201cUn movimento che cerca di conciliare conosciuto e sconosciuto, vicino e distante: la sicurezza del familiare e l\u2019eccitazione dell\u2019esplorabile.\u201d<\/p>\n<p>Lingiardi scrive un volume ricco di riflessioni e messaggi che toccano le nostre corde intime producendo una musica che, per strade diverse, ci appartiene e che abbiamo ascoltato dentro di noi pur non sapendolo.<\/p>\n<p>Mi sento di consigliare la lettura di <em>Mindscapes\u00a0<\/em>proprio perch\u00e9 apre scenari grandi dentro i quali ciascuno pu\u00f2 entrare in risonanza emotiva e intellettuale ricostruendo una molteplicit\u00e0 di paesaggi dentro i quali riconoscersi e conoscersi di nuovo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vittorio Lingiardi<\/p>\n<p>Mindscapes<\/p>\n<p>Psiche nel paesaggio<\/p>\n<p>Raffaello Cortina Editore<\/p>\n<p>Milano 2017<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Vittorio Lingiardi<\/strong>, psichiatra e psicoanalista, \u00e8 professore ordinario di Psicologia dinamica alla sapienza Universit\u00e0 di Roma, dove dal 2006 al 2013 ha diretto la Scuola di specializzazione in Psicologia clinica. Con Nancy McWilliams \u00e8 coordinatore scientifico e curatore del <em>Psychodynamic Diagnostic Manual<\/em><em>(PDM-2)<\/em>, gi\u00e0 uscito negli Stati Uniti e in corso di pubblicazione presso le nostre edizioni. Collabora con l\u2019inserto culturale <em>Domenica del Sole 24 ore<\/em>e con il <em>Venerd\u00ec<\/em>di <em>Repubblica<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lettura di Mindscapes mi ha cattura e mi ha fatto attraversare un affascinante labirinto multisensoriale dentro e fuori un universo d\u2019immagini, forme e parole. 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